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La compilation che presentiamo è frutto del felice incontro con il professore Aniello Montano, già docente di Storia della filosofia e direttore del Dipartimento di Filosofia dell’Università di Salerno. Quando nell’estate 2014, a casa sua nel Golfo di Policastro, proponemmo l’idea di mettere in dialogo il pensiero filosofico con le armonie musicali, il professore Montano accettò senza riserve. Come aderì con slancio, qualche mese più tardi, l’amico Eugenio Bove – cultore di un teatro semplice, padrone di una fine dizione limata in anni di rappresentazioni e programmi radiofonici – di imprestare la sua voce per accennare al pensiero dei primi e grandi pensatori, a mo’ di introduzione ai testi del libretto allegato al CD. Come in un puzzle, richiamato anche dalla grafica della copertina, la narrazione della speculazione filosofica circa gli elementi primordiali, Aria-Acqua-Terra-Fuoco o, secondo la sistematizzazione di Empedocle di Agrigento, Fuoco-Terra-Aria-Acqua – interpolati qua e là da sconfinamenti in ambiti religioso-mitologico-astrologico-letterario-politico, si alterna al flusso di armonie di autori classici e contemporanei. Armonie, eseguite in ordine sparso di stili, che rievocano all’esecutore – e si spera anche all’ascoltatore – la consistenza-inconsistenza della materia e dell’opera dei quattro elementi, in continuo generare e divenire altro: dal liquido al solido, dall’umido al secco, dal caldo al freddo, dal pesante al volatile e viceversa. E la convinzione che il mescolamento delle differenze – L’opposto concorde e dai discordi bellissima armonia si legge in un frammento di Eraclito; L’armonia nasce dai contrari, perché l’armonia è unificazione di molti termini mescolati, e accordo di elementi discordanti, argomenta Filolao di Crotone – sia l’unico sentiero attraverso cui il pensiero trova l’unità. Confronto e imbastardimento come palingenesi dell’umanità, dunque; al contrario isolamento ed esaltazione di fantomatica purezza e superiorità etnico-culturale-religiosa, come suo immiserimento. Il progetto culturale che proponiamo non è nuovo, per carità: Nihil sub sole novum, c’è scritto nel Libro dei libri; per dirla con Goethe, Tutto ciò che è intelligente è già stato pensato; basta cercare di pensarlo di nuovo. Ecco, questo è il nostro desiderio: tentare di ritentare!


 

 


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